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Alla Clinica del Sale Eleonora Cappelletti installa il DAE di Simona Buono

“La Cardioprotezione deve essere di altissima qualità, altrimenti il risparmio non regala certo sicurezza”. Parola di Eleonora Cappelletti, della Clinica del Sale, a Sinalunga, a 35 km da Siena, una struttura che simula l’ambiente marino con studi privati di medici tutti liberi professionisti.

Come nasce l’idea di dotare di un defibrillatore La Clinica del Sale?

“Abbiamo unito tante idee in questo gesto. Basti pensare che a giorni arriverà il controllo della Asl perché abbiamo chiesto l’autorizzazione per ottenere l’accreditamento della struttura che però al momento resta totalmente privata”.

Eppure essendo una struttura privata l’idea sarebbe dovuta nascere in maniera naturale…

“Siamo nella Val di Chiana, nel senese, vicini ad Arezzo. Dico questo perché fino al primo giugno la nostra sede legale era ad Arezzo, città – ma potrei dire Provincia – molto sensibile sul tema della Cardioprotezione. Basti pensare che hanno dato vita al Progetto Cuore dopo la morte di una bambina a scuola, quando aveva appena 8 anni. Così Regione e Asl hanno dato vita a una massiccia campagna di sensibilizzazione della popolazione che sta avendo riscontri molto positivi. Si pensi che oggi grazie ai defibrillatori siamo arrivati a salvare il 30 % delle vite umane, e in alcune zone della Toscana anche oltre il 60%. Dati positivi, se si pensa che prima su cento casi di arresto cardiaco era già tanto se si salvavano due vite umane”.

Un progetto che riguarda solo alcuni settori?

“Assolutamente no, riguarda tutta la società. Il Progetto ha preso piede anche nelle scuole ad Arezzo, esistono i corsi BLSD e BLS che sono dedicati ai ragazzi delle scuole superiori. Oggi tutti gli alunni dalla prima alla quarta seguono i corsi e nell’ultimo anno i ragazzi imparano in modo pratico l’uso del defibrillatore, in modo da preparare anche le nuove generazioni, popolazione del presente e del futuro, ad utilizzare un macchinario così importante per salvare le vite umane”.

Ha parlato di Arezzo, ma non ha parlato di Siena, che è la provincia dove è stabilmente la vostra struttura. Come mai?

“Siena da questo punto di vista è completamente vergine. E’ una situazione vergognosa, quasi come se fossero due mondi distinti e non così confinanti. Basti pensare che fino all’altro ieri, prima che venisse emanato il Decreto Balduzzi, difficilmente si potevano avere attività che possedessero un defibrillatore. Con l’obbligatorietà imposta dal Governo per le Associazioni Sportive Dilettantistiche si è fatto un salto, e si è passati da zero a un numero importante. Anche se è troppo poco ancora. Sul sito del Comune di Siena è stata data la notizia che la Misericordia ha donato tre defibrillatori ad altrettante farmacie. Siamo contenti, è giusto sensibilizzare la popolazione, ma siamo sempre lontani anni luce rispetto ad Arezzo. Le faccio un’altra riflessione: il Progetto Cuore prevede il coinvolgimento anche delle Province di Siena e Grosseto: c’è un’app che mi informa che se sono nel territorio di Arezzo mi manda un allert quando esiste la necessità di avere qualcuno che sappia usare un defibrillatore. Questo su Siena ancora non puoi farlo. Io direi che ora sarebbe il caso di allargarlo anche su Siena, visto che solo Sinalunga conta 13.000 abitanti, mica pochi”.

Quanto è importante la qualità del defibrillatore?

“E’ fondamentale. Per noi rappresenta un servizio in più che dà qualità e lustro alla nostra struttura. Anche se non sappiamo come siano gli altri defibrillatori, noi abbiamo voluto un macchinario top, abbiamo pazienti pediatrici, abbiamo avuto bisogno di prendere anche le sonde. Speriamo che non accada mai, ma avendo una clientela varia che va dal neonato, alla  donna incinta  fino all’anziano, averne  comprato uno di ultima generazione è una maggiore tutela per tutti quelli che ci conoscono e frequentano la nostra struttura. Inoltre, avendo ottenuto anche gli sgravi fiscali, ci regala la possibilità di scegliere un DAE di livello superiore, e anche con la possibilità di rateizzarlo, non abbiamo la necessità di dover pagare tutto e subito. Non concepisco il risparmio su questo argomento, sono convinta che aver l’eccellenza regala un servizio migliore al cliente e di qualità”.

Come ha conosciuto Simona Buono?

“Abbiamo iniziato a guardare internet e il suo portale è quello che più rispecchiava le nostre esigenze. Ci siamo informati dopo averla contattata, e alla fine ci siamo trovati bene. E’ una persona molto aperta al dialogo e disponibile nello spiegarci i vari prodotti che sono nel mercato, esattamente come le differenze. Senza tralasciare condivisioni di idee e di soluzioni. Davvero una consulente brava e da consigliare”.

Ufficio stampa
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