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L’Aquila: grazie all’associazione Azimut 13 defibrillatori pubblici e centinaia di giovani formati al BLSD. “Essenziale la collaborazione di Simona Buono e del professor Cecchini”

Grazie agli insegnamenti di Simona Buono e del professor Maurizio Cecchini abbiamo appreso il concetto di scuola di cardioprotezione. Nessuno meglio di loro poteva accompagnarci in questa avventura con tale preparazione e passione. Hanno spiegato a noi e a tutti i partecipanti ai nostri eventi l’importanza dell’utilizzo del defibrillatore e la facilità e universalità dell’intervento. C’è tantissima disinformazione a riguardo, ma con loro condividiamo la missione di educare le persone alla cardioprotezione libera. È una catena virtuosa che si va a completare ogni volta che si aggiunge un anello. Come tutte le reti anche questa ha bisogno di sinergia. Il nostro progetto si chiama ‘Io C’Entro-L’Aquila città Cardioprotetta’, proprio per questo: quando si parla di BLSD c’entriamo tutti, anche il più inesperto può intervenire in maniera efficace attraverso meccanismi base che è facile apprendere. Tutti devono sentirsi coinvolti, senza paura”. A parlare è Alessandro Maccarone, presidente dell’associazione Azimut, che prosegue il suo progetto di cardioprotezione dell’Aquila, continuando ad affidarsi a Simona Buono.

“La nostra associazione nasce tra i banchi di scuola nel 2013, quindi immediatamente dopo il terremoto. Insieme a tanti altri gruppi di ragazzi, siamo i fautori della rinascita del sociale all’Aquila. Laddove c’era bisogno di ritrovare la normalità, ci siamo impegnati nell’organizzazione di iniziative ed eventi che potessero riavvicinarci al quotidiano e al reale”.

“Nel processo di rinascita della città si inserisce il progetto di cardioprotezione delle vie dell’Aquila, iniziato due anni fa. Ispirati dalle tante città italiane in cui si diffondeva l’informazione relativa alla rianimazione cardio-polmonare e all’utilizzo del defibrillatore, abbiamo deciso di intervenire. Abbiamo installato la prima colonnina salvavita nel centro storico ricostruito, proprio a simboleggiare la rinascita. E poi ci siamo attivati, coinvolgendo enti privati e pubblici, cittadini e commercianti, e parlando con le varie fasce della cittadinanza siamo riusciti ad installare 13 postazioni”.

“Inizialmente il nostro impegno sembrava un fiore che sbocciava in mezzo a tanta disillusione, ma l’intervento a molti dei nostri eventi di esperti di cardioprotezione come Simona e il professor Cecchini ha convinto la maggior parte della popolazione dell’importanza di questa causa. Abbiamo formato centinaia di giovani che ora sono in grado di compiere le manovre BLSD e abbiamo creato una rete di informazione molto forte. Tanti ragazzi, quando vanno in altre città, ci riportano il numero di defibrillatori presenti, dandoci la spinta a continuare. Gli occhi di tutti si stanno abituando a cercare l’apparecchio nei luoghi pubblici e iniziamo a vedere i frutti dei nostri sforzi”.

“La provincia dell’Aquila è una delle più vaste del territorio, ed è importante capillarizzare l’informazione su tutte le frazioni e tutti i quartieridella città. Il nostro progetto consiste in particolare nell’entrare nelle scuole e formare ragazzi che possano utilizzare le loro conoscenze in ambito scolastico e, una volta diplomati, divengano cittadini responsabili”.

“C’è sicuramente ancora tanto da fare. Abbiamo già in programma una nuova installazione a Paganica, la più grande frazione dell’Aquila, il 13 luglio. L’intero evento, organizzato in collaborazione con l’associazione ‘Il coraggio di un sorriso’, sarà dedicato alla memoria di un giovane recentemente scomparso, e sarà un’occasione per parlare di prevenzione, salute e rianimazione”.

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