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L’odontoiatra Riccardo Luisi: “un defibrillatore per tutti, in memoria di mio padre”

Un gesto da dedicare al padre scomparso 4 anni or sono, ma che resta nel cuore di tutte le generazioni future. Riccardo Luisi, medico odontoiatra, ha voluto donare ai cittadini del quartiere dove è situato il suo Studio dentistico “Smile Pisa Dentalcoop”, il defibrillatore Nihon Kohden CardioLife 3100 dopo la consulenza di Simona Buono. L’apparecchio salvavita e’ stato dedicato alla memoria del noto endocrinologo Professor Michele Luisi, scomparso 4 anni or sono. La cerimonia di donazione si e’ svolta a Pisa, proprio sotto lo Studio Dentistico, con la presenza dell’illustre Prof. Maurizio Cecchini cardiologo dell’università di Pisa e di decine di persone amiche di famiglia o di lavoro del Dottor Luisi (nella foto col defibrillatore in mano). Alla cerimonia era presente Simona BUONO, che ha organizzato la postazione DAE Pubblica.

Dottor Luisi, come nasce l’idea di un gesto così importante e sensibile quale il dono di un defibrillatore?

“Volevo far qualcosa in ricordo di mio babbo, in questi anni invece che far la classica donazione a un ente come può essere ricerca sui tumori o altro, un giorno leggendo il giornale vidi che Professor Cecchini si era inalberato con la Regione Toscana perché era stata rimandata ancora una volta l’obbligatorietà da parte di tutte le attività sportiva non agonistiche di dotarsi dei defibrillatori. Ed è stato in quel momento che mi sono detto “perché no?”. Poi noi siamo in un palazzo in una zona di Pisa prima abbandonata. Ora è stata riqualificata, è stata creata anche una piazzetta dove ci giocano i bimbi e si rilassano gli anziani. Questo è il luogo giusto, anche perché se lo avessimo messo direttamente in piazzetta magari sarebbe stato rotto”.

Fa riflettere che il messaggio sulla cardioprotezione fatichi ad arrivare…

“Si, assolutamente. In Toscana gli ambulatori hanno l’obbligo dei defibrillatori, ma ad esempio in Veneto dove lavoro non esiste obbligo. È un problema nazionale, nonostante un Decreto che obblighi di fornirsi di elettromedicali non tutte le regioni lo applicano”.

E’ un Problema di cultura?

“Non credo certo che sia un problema economico, ma solo di cultura. Diciamo che forse in Italia se le cose non si rendono obbligatorie per tutti, difficilmente vengono rispettate le norme”.

Che consigli si sente di dare?

“La cardiopatia può avvenire a tutti, e può verificarsi anche su soggetti che non sono malati. Può capitare a tutti, ribadisco. Se uno ha coscienza può pensare che è una persona cui può capitare, non che queste situazioni capitino sempre al prossimo. Ho avuto persone e conosciuto persone che se ne sono andate alla mia età per cardiopatie e se ci fosse stato un defibrillatore nelle vicinanze non sarebbe successo. E’ un salvavita. Questo deve entrare nella testa delle persone”.

Come ha conosciuto Simona Buono?

“L’ho conosciuta tramite Professor Cecchini. Non so se è un record ma – data l’affinità’ e la sua professionalità – abbiamo fatto tutto nel giro di un mese. Il rapporto con lei e’ ottimo, il prodotto top, sicuramente è la prima e non sarà l’ultima collaborazione con Simona Buono. Siamo appena agli inizi perché il mio obiettivo è quello di far altre donazioni di defibrillatori”.

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